Il progetto
Il DNA ambientale (eDNA) permette di rilevare organismi a partire dalle tracce genetiche rilasciate nell’acqua, offrendo uno strumento non invasivo da affiancare ai monitoraggi tradizionali.
Una ricerca che coinvolge Leonardo Vignoli ha applicato questo approccio in ambienti d’acqua dolce dell’Italia centrale per rilevare contemporaneamente l’ululone appenninico e il fungo patogeno Batrachochytrium dendrobatidis. L’integrazione tra eDNA e sopralluoghi può aumentare la capacità di individuare specie rare, elusive o presenti a bassa densità e fornire informazioni sulle minacce sanitarie.
Obiettivi
- integrare campionamenti tradizionali e analisi molecolari;
- rilevare specie acquatiche rare o difficili da osservare;
- monitorare contemporaneamente specie target e potenziali patogeni;
- valutare biodiversità e stato di conservazione di stagni, corsi d’acqua e comunità acquatiche.
Approfondimenti
Pubblicazioni
- Mirone A., Giovacchini P., Bologna M.A., Bruno D., Caprotti M., Di Febbraro M., Jamwal P., Monaco A., Ramazzotti F., Vignoli L., Galimberti A. & Loy A. (2024). New eDNA-based insights for the detection of endemic and endangered Apennine yellow-bellied toad and its pathogenic fungus Batrachochytrium dendrobatidis. Amphibia-Reptilia.