Il progetto

Il DNA ambientale (eDNA) permette di rilevare organismi a partire dalle tracce genetiche rilasciate nell’acqua, offrendo uno strumento non invasivo da affiancare ai monitoraggi tradizionali.

Una ricerca che coinvolge Leonardo Vignoli ha applicato questo approccio in ambienti d’acqua dolce dell’Italia centrale per rilevare contemporaneamente l’ululone appenninico e il fungo patogeno Batrachochytrium dendrobatidis. L’integrazione tra eDNA e sopralluoghi può aumentare la capacità di individuare specie rare, elusive o presenti a bassa densità e fornire informazioni sulle minacce sanitarie.

Obiettivi

Approfondimenti

Pubblicazioni

Galleria