LEC - Lab for Ecology & Conservation

Dalla ricerca sul campo alle azioni di conservazione

Interazioni tra specie autoctone e invasive

Il progetto

Le invasioni biologiche possono modificare profondamente le comunità naturali attraverso predazione, competizione, trasmissione di patogeni e alterazione delle reti trofiche. Le ricerche del laboratorio analizzano queste dinamiche negli ecosistemi acquatici e terrestri, con particolare attenzione alle interazioni tra anfibi e rettili autoctoni e specie introdotte.

Una parte rilevante degli studi riguarda la rana toro americana, Lithobates catesbeianus (anche indicata come Aquarana catesbeiana), considerata tra gli anfibi invasivi di maggiore impatto a livello globale. Le ricerche condotte in Italia centrale e le analisi della letteratura internazionale hanno mostrato che il suo effetto sulle comunità autoctone varia durante lo sviluppo e dipende anche dalla presenza di altre specie invasive.

Gli individui adulti possono predare gli anfibi autoctoni, mentre i giovani possono competere con essi per risorse alimentari e habitat. La presenza del gambero rosso della Louisiana, Procambarus clarkii, può però modificare queste interazioni: quando il gambero è disponibile come preda, la rana toro tende a consumare meno anfibi autoctoni. Questo risultato evidenzia come la rimozione di una singola specie invasiva possa produrre effetti inattesi e come gli interventi di gestione debbano considerare l’intera rete di interazioni.

Le attività includono anche lo studio delle tartarughe d’acqua dolce alloctone negli ambienti urbani. Un’indagine condotta in 311 stagni, fontane e laghetti di Roma ha rilevato sei specie non native, mostrando una maggiore presenza nei laghi urbani di dimensioni maggiori e sottolineando il ruolo dell’abbandono di animali da compagnia nella diffusione di queste specie.

Obiettivi

Principali risultati

Gli studi cofirmati da Leonardo Vignoli hanno evidenziato che:

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Persone coinvolte