I geotritoni sardi sono anfibi endemici strettamente legati ad ambienti freschi e umidi, come grotte, fessure rocciose, cavità artificiali e affioramenti calcarei. La loro distribuzione spesso frammentata, la ridotta capacità di dispersione e la forte dipendenza dalle condizioni microclimatiche rendono queste specie particolarmente sensibili alle trasformazioni ambientali e ai cambiamenti climatici.
Il progetto mira a sviluppare protocolli affidabili per il monitoraggio delle popolazioni sarde del genere Speleomantes, con particolare attenzione a Speleomantes sarrabusensis, specie endemica della Sardegna sud-orientale classificata come in pericolo critico.
Le attività si basano su censimenti ripetuti nelle cavità e negli ambienti rocciosi frequentati dai geotritoni, accompagnati dalla misurazione di temperatura, umidità e caratteristiche dell’habitat. Poiché la probabilità di osservare gli individui varia notevolmente nel corso dell’anno, la pianificazione dei monitoraggi deve tenere conto della stagionalità e delle condizioni microclimatiche.
Gli studi cofirmati da Leonardo Vignoli su Speleomantes italicus forniscono importanti basi ecologiche e metodologiche applicabili al monitoraggio dei geotritoni sardi. Le ricerche hanno mostrato che l’attività e la presenza degli individui nelle cavità seguono marcati andamenti stagionali, sono influenzate dalla temperatura e dall’umidità e variano tra le zone prossime all’ingresso e quelle più profonde.
Le ricerche sulla nicchia spaziale di Speleomantes italicus hanno evidenziato un picco di attività tra primavera ed estate e una relazione tra abbondanza osservata e condizioni termiche. Durante i periodi estivi, le cavità possono rappresentare rifugi essenziali quando le condizioni esterne diventano incompatibili con le esigenze fisiologiche dei geotritoni. Gli adulti possono inoltre utilizzare maggiormente le zone vicine all’ingresso quando il microclima esterno è favorevole.
Lo studio della nicchia trofica ha mostrato che le popolazioni ipogee possono alimentarsi durante buona parte dell’anno, ma con un’attività discontinua legata alla disponibilità stagionale delle prede. Nelle cavità, la minore disponibilità alimentare può determinare una nicchia trofica più ristretta rispetto alle popolazioni che utilizzano maggiormente gli ambienti esterni.
Questi risultati indicano che conteggi effettuati in una sola stagione o in condizioni microclimatiche non comparabili possono fornire stime poco rappresentative. Il monitoraggio dei geotritoni sardi deve quindi prevedere visite ripetute, registrazione sistematica delle condizioni ambientali e campionamenti condotti in periodi confrontabili.
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